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Consorzio Produttori Vini Manduria

I Produttori Vini di Manduria hanno una superficie vitata di oltre 900 ettari nella zona DOC primitivo di Manduria.

fulvio schiavoni, presidente del consorzio produttori vini manduria

Il progetto

In terra di Manduria, la coltivazione della vite e la civiltà del vino, sono tutto; la cifra più importante di una storia di popolo, radicato sul territorio, coltivatori di vite da padre in figlio, da sempre. Gente di Manduria e, subito, per quanti conoscono la storia dell’agricoltura italiana, si pensa al Primitivo, ad un vino che ha avuto la forza di restare nel tempo e di diventare, per nostra fortuna, uno dei vitigni più rappresentativi del Mezzogiorno d’Italia.

La capitale del Primitivo è la città di Manduria, il suo cuore produttivo è, sicuramente, il Consorzio Produttori Vini Maestri in Primitivo di Manduria, una cooperativa che si è costituita legalmente nel 1932. Gli albori di questa prima alleanza, la prima struttura cooperativa nata in Puglia, si fa risalire al 1928 quando, il governo di allora, decise di stanziare dei fondi  per sostenere il movimento cooperativistico anche al Sud. Questa opportunità fu compresa e accolta con impegno, fiducia e responsabilità. A Manduria un ristretto gruppo di 'illuminati' vignaioli (che vedeva presente anche un parente dell’attuale presidente Fulvio Filo Schiavoni) decise allora che era giunto il momento di cooperare tra loro, di lavorare insieme, dando vita alla 'Federazione Vini' con l’obiettivo di commercializzare al meglio un vino che, già da allora, otteneva grandi consensi: Il Primitivo.

La storia del consorzio Produttori Vini di Manduria è un percorso di amore, di fedeltà e di dedizione verso la viticultura, l’enologia e il territorio che arriva ai nostri giorni grazie ad un retaggio di saperi, che gli attuali 400 soci, si tramandano di generazione in generazione. La storia del Consorzio è legata a doppio filo con l’epopea del vitigno più diffuso in Manduria. Ieri come oggi, il Consorzio garantisce il massimo della qualità del Primitivo attraverso il rigoroso rispetto del Disciplinare di produzione della DOC "Primitivo Di Manduria",  un progetto che prende corpo già nei vigneti dove, grazie al supporto dello staff tecnico aziendale, i soci garantiscono uve sane e dalle qualità organolettiche superiori.

Maestri in Primitivo

Un cura e un modo di agire attento ai particolari che ha permesso ai soci di potersi fregiare dell’appellativo "Maestri in Primitivo", un nome che da il senso della forte coesione che si respira tra tutti i soci che, pur di diversa età e di differente estrazione sociale, sono uniti nel comune progetto di salvaguardia di un’antica tradizione vitivinicola che, in abbinamento alle moderne tecniche agronomiche ed enologiche, permette oggi di offrire al consumatore finale vini di qualità al giusto prezzo.

Alla base di questo progetto produttivo centrato sulla tradizione vitivinicola, sul territorio e sull’identità di un’intera comunità c’è un gruppo dirigente che nel tempo ha saputo costruire un’esperienza imprenditoriale collettiva, partecipata e vissuta con orgoglio, con un forte senso di appartenenza e di affermazione della propria identità. Valori, umanità, persone in carne ed ossa, storie di vita dedicate al vino, alla terra e al lavoro. Il quadro dirigenziale della Cantina  è rimasto pressoché stabile durante tutto questo arco di tempo (solo cinque presidenti si sono succeduti nella storia del consorzio) dando un valore aggiunto in termini di continuità e di coerenza che, in pochi altri territori vitivinicoli italiani, è possibile riscontrare.

Obiettivi chiari: grande impegno e compattezza tra i soci, affermare una credibilità enologica di qualità che di vendemmia in vendemmia si ripete nel tempo, alimentare e rinsaldare l’immagine di Manduria come di un territorio d’eccellenza della viticultura della fascia mediterranea e, primo fra tutti, far diventare il Primitivo la bandiera del rinascimento enoico del Salento e della Puglia.

alberello di uve primitivo

I vigneti

Il Consorzio Produttori Vini di Manduria dispone di una superficie vitata di oltre 900 ettari che ricadono tutti all’interno della zona del disciplinare della DOC primitivo di Manduria. Il patrimonio ampelografico dell’azienda viene dominato dal vitigno autoctono del Primitivo: più di metà degli impianti produttivi, infatti, sono adibiti alla coltivazione di questo pregiata varietà di tradizione che, insieme al Negroamaro e alle Malvasie, ha rappresentato nel mondo il nome della enologia della Puglia e del Salento in particolare.

A completare il quadro delle tipologie coltivate in azienda ci sono il Negroamaro (coltivato nel 25% dei possidenti)e la Malvasia nera, che chiudono il quadro delle varietà autoctone, e gli alloctoni come il Merlot, il Cabernet Sauvignon e un po’ di Lambrusco. La conduzione dei vigneti dei singoli soci è regolata da un disciplinare interno che regola le principali attività colturali in vigna; lo staff tecnico del Consorzio affianca i singoli produttori, garantendo assistenza e consulenza nelle scelte agronomiche, nella fase prevendemmiale e per i tempi di raccolta.

Il sistema di allevamento maggiormente ricorrente, soprattutto nei vigneti più longevi, è quello tradizionale dell’alberello o cespuglio basso, mentre negli impianti più giovani si è soliti ricorrere alla spalliera. La densità media per ettaro oscilla tra 4000 e 5000 ceppi con una resa per ettaro che oscilla dai 110 quintali per ettaro del Negroamaro ai 90 quintali per ettaro del Merlot. Diverso è il caso del Primitivo per il quale, così come recita il suo disciplinare produttivo, ha una resa che non deve superare I 90 quintali per ettaro.

Il primitivo

Nei vigneti del Consorzio, questa resa è a volte ancora più bassa e, in alcuni casi, anche della metà. Il primitivo infatti, è l’unica varietà in azienda che è sottoposta ai processi di diradamento che ne aumentano concentrazione, struttura e complessità organolettica. Tutto lo sviluppo vegeto produttivo delle piante è assistito e monitorato, in modo da definire per ciascun appezzamento le adeguate attività agronomiche coerenti con le condizioni pedoclimatiche che caratterizzano quella specifica area. Un sistema produttivo diversificato da peculiarità di suolo, di esposizione, di clima, di vento e di irradiazione solare che rendono questi contesti produttivi unici ed irripetibili.

Le condizioni climatiche dei contesti produttivi sono quelle tipiche che si riscontrano del Salento sud – occidentale, esposto ai venti marini dello Ionio e dell’Adriatico che, regolano estate e inverno, le temperature al suolo, mitigandone gli eccessi. Il clima è nettamente mediterraneo con precipitazioni concentrate, soprattutto, nel periodo di fine autunno ed inverno, e con i mesi estivi caratterizzati da un clima arido con picchi di caldo registrati nel periodo di fine luglio inizio agosto, in prossimità del periodo di inizio vendemmia.

Diventa rilevante, nei vigneti dei 400 soci, anche il giuoco prodotto dalle nette escursioni termiche (giorno – notte) che intervengono durante la fase di maturazione che, in alcune aree, possono differire anche di 20 °C con, un effetto positivo che assicura alle piante una lenta maturazione dei grappoli e una più alta definizione del profilo organolettico e polifenolico delle uve coltivate.

barrique nelle strutture storiche del consorzio produttori vini manduria

La cantina

Le operazioni di vinificazione effettuate in Cantina sono orientate ad affermare un concetto di "enologia naturale" dove le caratteristiche varietali di ciascun vitigno sono esaltate e non snaturate, dimostrando – ed è questo il punto di forza dei vini del Consorzio – che si possono produrre vini di territorio, varietali e di qualità, senza intaccarne l’identità della tradizione e della storia. In più, negli ultimi due lustri, il quadro dirigenziale del consorzio ha avviato progetti di ricerca con il CNR e l’Università di Bari con il chiaro obiettivo di aggiungere un quid in più al patrimonio delle tradizioni mantenute dai soci, con il chiaro obiettivo di esaltare al massimo la potenzialità gustative dei propri vini. In cantina le uve vengono conferite su tre  livelli di qualità;  le singole partite di uva vengono controllate, selezionate ed avviate alla vinificazione, rispettando un principio di omogeneità qualitativa e di tracciabilità dal vigneto alla bottiglia finale. Il calendario di conferimento tiene conto dei tempi vendemmiali e delle differenze varietali, con l’obiettivo di portare in vinificazione uve perfettamente sane ed integre. I processi di trasformazione, vinificazione e affinamento sono condotti dallo staff di cantina con lo scrupolo e il rigore produttivo degli antichi Maestri, avvalendosi di impianti e strumenti all’avanguardia delle tecnologie utilizzate in enologia.

I vini

La gamma aziendale è costituita da 9 vini (6 DOC e 3 IGT). Il Primitivo, ovviamente è la varietà principe dell’azienda: 6 etichette differenti per un’ampia gamma di variazioni gustative e olfattive, realizzate in base alla selezione delle uve di Primitivo e ai passaggi di legno che i vini compiono durante le fasi affinamento. Elegia è l’etichetta più evoluta e intensa, mentre Memoria è il primitivo più fedele alla tradizione; Lirica si caratterizza per le note lievi tostate di legno; mentre Madrigale è la versione dolce del Primitivo, un vino da fine pasto per i momenti di meditazione. Queste sono le etichette più conosciute e maggiormente ricercate in Italia e all’estero. Il consorzio ha dato vita anche a due varianti particolari di Primitivo: Folletto, un vino spumante dolce fatto con il  metodo charmat, e il Cuor di Primitivo nella versione grappa. I Primitivi rappresentano il fiore all’occhiello della produzione del Consorzio che, oltre ad essere prodotte seguendo il rigido disciplinare della DOC di Manduria, sono i vini maggiormente premiati da guide e da riviste di settore.

il museo della civiltà del vino primitivo

Enoturismo: l'area show-room

L’area show-room non è una semplice "vetrina" commerciale, ma un’occasione unica per immergersi nella storia del Primitivo di Manduria abbinando alla degustazione dei nostri vini la visita dell’annesso Museo della civiltà del vino Primitivo. Troverete l’accoglienza tanto calorosa quanto quel vino racchiuso in bottiglia, di cui imparerete ad apprezzarne le caratteristiche guidati dalla professionalità delle nostre ragazze. E poi il loro sorriso è un motivo valido per spingervi a ritornare! Orari di apertura: lunedì/sabato: dalle 08:00 alle 13:00 - dalle ore 16.00 alle ore 19.30/ domenica: dalle 09:00 alle 13:00

Il Museo della Civiltà del Vino Primitivo

Sotto le splendide volte di un monumento dell’archeologia industriale, raro per bellezza e suggestione, vive una realtà operosa che non ha mai interrotto il legame con il passato e la memoria. Il Museo della Civiltà del Vino Primitivo è uno scrigno che custodisce reperti, oggetti e strumenti che documentano la vita contadina e la produzione del vino nella città di Manduria e nel suo territorio. Questo Museo è il simbolo della Città di Manduria; è diventato patrimonio di un’intera comunità, punto di riferimento di una cultura e di un modo di essere ancora fortemente sentito in tutta l’area messapica. Attrezzi da lavoro nei campi, manufatti ed utensili di vita quotidiana, ci raccontano la vita della famiglia contadina, dei ritmi della campagna e di una vita che, pur difficile e dura, era in armonia con la natura.

A questa rassegna etnografica che ricostruisce e consegna al visitatore la vita e i costumi di un’antica società contadina, si affianca un’altra imponente collezione di reperti e oggetti che ricostruiscono le tecniche antiche di un’enologia, quella dei primi dell’800, ai primi albori. Uno spettacolo meraviglioso che incanta le migliaia di visitatori che, ogni anno, raggiungono la cantina per conoscere e degustare i vini.

Dal 2003 il Consorzio edita la rivista ALCEO Salentino, un periodico di cultura enoica e di promozione del territorio, diffuso in 25 mila copie. Un discorso a parte meritano le antiche vasche ricavate sotto il suolo di calpestio del complesso di produzione. Un reticolo di vasche comunicanti sotterranee che, il Gruppo dirigente, ha recuperato per allocarci la barriccaia e i vini in affinamento, oltre a servizi per l’enoturismo. In azienda è possibile organizzare degustazioni in abbinamento ai piatti e ai prodotti della cultura gastronomica del Salento.

Inserito il 23 Novembre 2011 nella categoria enoworld

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